Bruscandoli e carletti

Per chi, come me fino a qualche anno fa, non sapesse cosa sono i bruscandoli e i carletti ecco una piccola guida a queste erbe commestibili:

Silene rigonfia, carletti, sciopetti, stridoli, sgrisoloni, strìguàl…:

Queste foglie comestibili fanno parte di quella pianta che forma dei calici bianchicci, che prima di schiudersi possono esser fatti scoppiare sulla mano – almeno è quello che facevamo noi da piccoli.

I carletti si trovano un po’ ovunque in primavera, nei prati, vicino ai sentieri, sulle rive dei fiumi… Questo è il periodo in cui raccoglierli (se smette di piovere, certo).

Sono ottimi per fare il risotto, le lasagne, frittate o come ripieno per tortelloni:

Questi tortelloni li ho fatti io come esperimento e devo dire che sono ottimi. Piacciono molto anche ai bambini, perché il sapore è dolce e ricorda un po’ i piselli.

Ecco la ricetta:

Pasta:

100 gr. semola di grano duro
100 gr. farina (integrale o 00)
1 cucchiaio d’olio d’oliva extravergine
2 uova

Ripieno:
Silene, parmigiano reggiano e ricotta.

Luppolo selvatico, bruscandoli, vartìs, asparagine…

 

I bruscandoli si trovano in primavera in riva ai fiumi, in mezzo ai rovi e le siepi. Io di solito non li raccoglievo perché una volta ho trovato una vipera in mezzo ai rovi. Ma dopo 3 anni di pausa, eccomi di nuovo a raccogliere bruscandoli. Ho fatto un’uscita la settimana scorsa e ne ho trovati moltissimi e buonissimi in riva al nostro fiume.

Il sapore del bruscandolo è un po’ amarognolo ma nei risotti è davvero speciale. Io lo uso anche per il farrotto, il migliotto o l’orzotto. Quest’ultimo è il preferito dalla nostra famiglia, perché rimane sempre croccante e i chicchi hanno una forma simile al riso:

Leggo su Wikipedia una cosa che non sapevo ma che è degna di nota (per non finire in ospedale):

Non vanno confusi con i rami fioriferi di altre piante solo a prima vista simili, quali l’Ornithogalum o Latte di gallina, un genere che conta molte specie assai tossiche.

About these ads
Questa voce è stata pubblicata in Cibo e bevande. Contrassegna il permalink.

12 risposte a Bruscandoli e carletti

  1. Annika ha detto:

    Fantastico la raccolta delle erbe selvatiche… brava! :DUn salutoAnnikahttp://verdecomelavita.splinder.com/

  2. michelangelo ha detto:

    Cercavo il nome botanico dei carletti, comunque ottima presentszione. Aggiungerei ai carletti e ai brustangoli le cime delle ortiche che sono veramente speciali in combinata o da sole. Si raccolgono a mani nude tranquillamente in primavera appena spuntano, senza pericolo.

  3. Sabina ha detto:

    Grazie ad entrambi! e grazie delle ortiche. Non sapevo

  4. natalina ha detto:

    da me,nel trevigiano,i carletti(silene)si kiamano s-cioppeti,il luppolo si kiama bruscandolo,il rosolaccio(papavero) si kiama rosoina, la valerianella si chiama galeti o galinelle,il tarassacco si kiama fratoccio.

    • sturmele ha detto:

      @natalina: ho sentito anch’io il nome s-ciopetti, mentre per il papavero conosco il termine “pevarasse” (o pevarassi?) e il tarassacco lo sento chiamare frati… Potremmo aprire un post su questo argomento :)
      Grazie dei commenti!

  5. Milena ha detto:

    Ciao,
    grazie per la ricetta, appena smette di piovere vado a raccogliere i carletti vicino alla riva del Brenta :).
    Mi piacerebbe molto capire come si raccolgono le ortiche, quali scegliere, come cucinarle…vanne bene tutti i tipi di ortica? tu come fai?
    Grazie, un caro saluto
    Milena

  6. morena valbonetti ha detto:

    Ciao, da noi in romagna si chiamano strigoli e si usano anche x fare il sugo x le tagliatelle, la valeriana si chiama barbette, i papaveri rosoline o rosolacce,il tarassaco denti di cane.

  7. sandra ha detto:

    come si fa ad azzeccare le erbe giuste?

  8. Laura ha detto:

    Ho preso ieri dal contadino a Km 0 il luppolo selvatico (io purtroppo sono della generazione che non conosce la natura). Oggi provo il risotto e domenica, se non diluvia, andrò a cercarlo da me! Bellissimo blog!

  9. biancastella ha detto:

    Carletti è il nome veneziano, che da quando le erbe spontanee si trovano anche nei supermercati sta soppiantando i nomi locali…per esempio “Tajadele de la Madona” (Castelfranco V.- Montebelluna). Altra erbetta commestibile sono le “Rece de gièvoro” (orecchie di lepre), se solo sapessi cosa sono…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...